Ceffo

Compagnia esplorazione fosse forre orridi

Italiano

 

CAN You ON ice?

di Massimo Zuin
Rio Nero, 31 dicembre 2004


Muta, casco, imbrago, guanti e cappuccio come per qualsiasi altra invernale; ma anche
ramponi, picche e viti da ghiaccio, che ci donano un aspetto particolare, come nel gioco dove
si mischiano parti di due animali e ottieni ibridi come: La girfalla, l’eleceronte o l’ippotalamo.
In cielo neppure una nuvola, temperatura quasi mite: -5 e quasi completamente coscienti di
star per compiere un’immane cazzata.
In pochi minuti di avvicinamento nella neve si raggiunge il primo ancoraggio, si indossano i
ramponi e si scende in un irriconoscibile rio Nero: gli intensi colori scuri della stagione estiva e
il fragore delle cascate sono surgelate in un silenzioso bianco angosciante.
Le catene di sosta e i mancorrenti sono glassati in bizzarre concrezioni di ghiaccio che devono
essere martellate per usufruirne.
Alla base delle prime cascate il ghiaccio è fragile e sotto i piedi ribolle un inquietante sifone.
Dove il sottile strato si frantuma, ti senti trascinare nell’enorme congelatore, si deve lottare
con picche e ramponi freddo e paura, che fanno stringere le chiappe, e il labile appoggio che,
estenuandoti, si lacera ogni volta che tenti di riemergere.
La lezione si apprende velocemente: acrobatici pendoli e ancoraggi con picche e ramponi
sulle pareti. Così facendo i pericoli vengono dall’alto: grossi pezzi di ghiaccio cadono come
nella più tradizionale salita su cascata.
Durante la discesa il ghiaccio restituisce superfi cie a roccia ed acqua e l’aspetto della valle
Sanotta ritorna familiare.
Usciamo dal canyon nel prato ancora brinato, ramponi e picche in mano, muta grondante e a
brandelli (almeno le ghette potevamo portarcele!) e sollievo, sollievo da una tensione che non
provavo, nel rio Nero, da molti anni.
Che ci crediate o no, freddo sopportabile, goduria alta e soddisfazione eccezionale.

Compagnia di Esplorazioni di Fossi Forre e Orridi - info@ceffo.com

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